Bambini stranieri esclusi dalla mensa a Lodi: le reazioni dei politici

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A Lodi i bambini stranieri non sono ammessi in mensa e costretti mangiare un panino lontano dai loro amici. Una discriminazione in piena regola anche secondo alcuni esponenti della maggioranza – Fico e Di Maio anche – fatta a spese degli indifesi  secondo alcuni, ma la sindaca di Lodi, legista, rivendica: “Faccio solo rispettare il regolamento comunale”.

Se una delibera crea delle discriminazioni, volutamente o accidentalmente, si deve chiedere scusa. Questa è la dichiarazione del presidente della Camera, Roberto Fico, che apre un’altra polemica sul caso. Sempre più schierato a sinistra, Fico condanna la sindaca di Lodi e sta dalla parte dei bambini stranieri, costretti a pagare la retta massima, per avere accesso in mensa assieme a tutti gli altri alunni.

La sindaca di Lodi Casagrande non molla e rilancia dicendo che il regolamento comunale resta in vigore. Il rispetto della legge deve valere per tutti, nonostante alcuni non condividano la delibera che ha invece lo scopo di equiparare bambini italiani e stranieri. Tutti i cittadini devono presentare la documentazione corretta e pare che le domande presentate dai cittadini extracomunitari siano al vaglio degli uffici comunali che valutano caso per caso.

Facciamo un passo indietro: come è stato possibile escludere dal mensa tutti bambini extracomunitari? Il regolarmente chiede di presentare una documentazione che possa attestare il patrimonio di ogni famiglia. Per gli stranieri, devono esser inscritte non solo il patrimonio, redditi e proprietà, in Italia ma anche tutti i redditi e proprietà immobiliari all’estero. Deve esserci un documento ufficiale del Paese di origine e una traduzione certificata perché la documentazione possa considerarsi completa. Insomma, una trafila burocratica difficile, soprattutto perché molti Paesi di provenienza di alcune famiglie no hanno uffici efficienti. Se la documentazione è assente o incompleta, i ragazzi non possono accedere né alla mensa né al servizio di trasporto. È necessario dimostrare una impossibilità a produrre le certificazioni e dopo il Comune farà le sue valutazioni caso per caso.

Fico però sottolinea la grande mobilitazione popolare che ha raccolto oltre 60 mila di euro per gli oltre 200 bambini di Lodi che si sono ritrovati nella fascia di reddito più alta, dovendo pagare di conseguenza. Il numero uno della Camera crede nel Pese, che è forte e si indigna davanti alle ingiustizie, mobilitandosi per i diritti costituzionali più importanti, come l’uguaglianza, al solidarietà e l’inclusione.

Salvini però difende i suoi, ovviamente via social, dichiarando che la raccolta della documentazione serve per essere certi che la famiglie extracomunitarie non abbiano in realtà disponibilità economica nel Paese di origine. Se non fosse possibile produrre la documentazione, il comune si fiderà, accettando una  autocertificazione.

Anche l’altro vicepremier Di Maio prende posizione a favore dei bambini che sono costretti a mangiare da poli lontani dai loro compagni in mensa, fatto che preoccupa comunque anche le associazioni cattoliche e le ong. Via Facebook il pentastellato scrive che i bambini non si toccano e se la famiglie sbagliano, non sono loro a doverne subire le conseguenze. Dure le risposte via social che attaccano Di Maio di essere un ipocrita.