Decreto sicurezza: pronto il ricorso dalle regioni rosse Piemonte, Umbria e Toscana

241
ricorso decreto salvini

Le regioni guidate dal centro sinistra si muovono attivamente contro il decreto sicurezza valutato dal vicepremier leghista Salvini, tanto a esser chiamato anche decreto Salvini. Toscana, Piemonte e Umbria sono pronte a far ricorso alla Corte costituzionale. Altre regioni stanno valutando di fare lo stesso, in appisolare Calabria ed Emilia Romagna. Quest’ultima si presta al voto per il governatore della regione e forse esita perché una posizione del genere potrebbe spostare l’ago della bilancia.

Anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, candidato alla guida del Partito Democratico, commenta il decreto Salvini come vergognoso. In giornata il governatore incontrerà i sindaci del Lazio per vedere il da farsi. Il ricorso alla Consulta, dice Zingaretti, deve essere ben studiato e preparato perché produca gli effetti desiderati, cioè bloccare il decreto che mette in discussione la civiltà. La regione Lazio ha stanziato oltre 1,2 milioni di euro per porte continuare con i progetti finanziati prima dallo Sprar e tutti i centri che si occupano di gestione dei migranti. Sono proprio questi che impediscono la criminalità e i disagi, sostenendo progetti di integrazione sul territorio.

Il primo governatore a depositare il ricorso è il toscano Enrico Rossi. La sua tesi è quella che il decreto Salvini ostacola i servizi della regione, scavalcando anche la sua autorità decisionale in materia. Secondo Rossi il decreto porterà incertezza e insicurezza. Moltissime persone diventeranno irregolari e il controllo su di esse verrà meno. Lo scopo del ricorso non è la disobbedienza civile, come già detto da altri sindaci come Orlando e De Magistris.

Un altro governatore che presenterà ricorso è Sergio Chiamparino – Piemonte. Il divieto di richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari avrà ripercussione sulla gestione dei servizi assistenziali e sanitari; questo è quello che sostiene l’avvocatura di Chiamparino e della regione.

Il terzo annuncio di pronto ricorso arriva dall’Umbria. Il presidente Catiuscia Marini ha sollevato in consiglio regionale la questione di costituzionali in merito al decreto sicurezza. La volontà del governatore è quella di lasciare intatti e immutati i servizi che la regione Umbria fornisce a tutti quegli stranieri che ne hanno diritto e sono entrati in modo regolare nel nostro Paese. Il decreto va a penalizzare queste persone, ledendo i diritti umani e la dignità di ogni essere umano. A creare confusione, tensioni sociali e problemi nelle singole città sarà proprio il provvedimento.

Arriva anche l’endorsement della Calabria che sta valutando di presentare il ricorso. Anche il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini si accoda e dice di valutare una mossa simile a Umbria, Toscana e Piemonte. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando è tra quelli che ha sospeso gli effetti del decreto Salvini. Con le sue ultime dichiarazioni, Orlando conferma di esser in attesa di nuovi sviluppi. Chiunque dovesse impugnare i suoi provvedimenti gli farebbe addirittura un piacere perché si potrebbe presentare la questione di incostituzionalità presso la Corte Costituzionale del provvedimento Salvini.