Qualità della vita: in cima alla classifica a sorpresa c’è Milano

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È Milano la città dove si vive meglio in Italia. Il capoluogo meneghino fa un balzo in avanti di ben 7 posizioni e a sorpresa arriva in vetta.

A decretarlo, è stata la classifica annuale de Il Sole 24 ore sulla qualità della vita, giunta alla 29esima edizione. È infatti dal 1990 che la testata giornalistica esegue questa ricerca che quest’anno incorona il capoluogo milanese, confermando l’ottimo lavoro della giunta comunale del sindaca Sala e dei suoi predecessori. I parametri su cui si basa la ricerca sono sei: ricchezza e consumi, affari e lavoro, cultura e tempo libero, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza.

È la primissima volta che al vertice della classifica si piazza la provincia di Milano. I parametri che l’hanno trascinata sono di sicuro reddito, lavoro e servizi ma anche tempo libero e cultura. Milano è la miglior Smart city con un buon tasso di occupazione e il con il maggior deposito pro capite in banca. Riguardo alla cultura, i milanesi hanno la spesa media maggiore.

Il sindaco Sala dà tutto il merito della vittoria ai milanesi che sono orgogliosi della loro città e desiderano che sia la primo posto in classifiche come queste. Un po’ si poteva prevederlo perché nell’aria milanese c’è un gran fermento dopo il successo di Expo 2015 che ha reso il capoluogo lombardo internazionale. Il felice momento per la città è riconosciuto da tutti i massimi esponenti di moda, architettura, cultura e commercio. Il sindaco coglie l’occasione per ricordare che c’è comunque ancora da fare, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza.

Al secondo posto c’è Bolzano, che risale dalla quarta posizione che aveva guadagnato neo 2017. Al terzo Aosta che scende di una posizione  rispetto allo scorso anno. Belluno arriva quarta, perdendo il gradino più alto del podio dell’anno scorso. Stabile al quinto posto Trento. A seguire, ci sono Trieste, Bologna, Pordenone, Treviso e Gorizia.

Per la quarta volta su 29 edizioni, si posiziona all’ultimo posto della classica Vibo Valentia, preceduta da Foggia, Taranto e tante altre province del sud Italia. In particolare, la provincia in Calabria ha ricevuto pochi punti per i temi legati alla giustizia, ai servizi e al reddito. È infatti l’ultima per la durata media di un processo e vanta pendenze di oltre 3 anni nei tribunali. Inoltre, gli enti locali si differenziano per le più basse spese medie per anziani, disabili e minori.

Resta pressoché stabile la capitale Roma che si arrocca al 21esimo posto della classifica, guadagnando tre posizioni rispetto il 2017. Risultato importante per Napoli che conquista ben 13 posizioni rispetto l’anno precedente grazie a un miglioramento della ricchezza e dei consumi, nonostante peggiorino giustizia, sicurezza e lavoro. Meglio anche Venezia, Torino, Catania, Bari e Bologna mentre Genova e Firenze perdono posizioni. La prima provincia ligure soffre per colpa dei reati legati agli stupefacenti, mentre il capoluogo toscano registra un grave problema demografico.