Terremoto nel catanese: 320 sfollati mentre l’attività vulcanica continua

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Il sisma di 4,8 registrato a Catania ha provocato moltissimi danni e intere frazioni stono state rase al suolo. Nella notte tra Natale e Santo Stefano, la zona del catanese ha contato molti edifici crollati. La frazione di Fieri, a soli 5 chilometri dall’epicentro del sisma, è semi distrutta, come è successo anche a Viagrande, a Santa Venerina e Zafferana dove gli abitanti sono stati costretti ad abbandonare le loro abitazioni.

Il terremoto, uno dei più intensi degli ultimi decenni, ha causato una grandissima emergenza che ha fatto attivare subito la macchina dei soccorsi. La Protezione Civile ha allestito la zona rossa, cioè inagibile, dove non è possibile fare ritorno nelle case a causa degli ingenti danni. Appena fuori dalla zona dove si sono verificati i molti crolli, per affrontare l’emergenza è stato allestito il centro di coordinamento dove sono stati portati 28 feriti, 10 dei quali trasferiti immediatamente in ospedale.

Il capo della protezione civile Angelo Borrelli ha fatto incominciare la conta dei danni e ha iniziato a cercare delle sistemazioni alternative per la notte. Le scuole e diverse strutture ricettive della zona sono diventati i centri per accogliere le persone che non possono più rientrare a casa. Gli sfollati sono 320persone, per fortuna molti meno rispetto ai 600 annunciati in un primo momento. Tre hotel sono stati individuati a Zafferana Etna, la frazione più colpita che conta 225 sfollati, e un quarto albergo si trova a Acireale. Nonostante la regione Sicilia abbia pagato gli alberghi per ospitare centinaia di persone, solo poche decine hanno deciso di spostarsi in queste strutture.

I sindaci hanno ordinato di aprire le strutture comunali come scuole e palestre per far fronte all’emergenza degli sfollati che hanno ancora molta paura. Lo sciame sismico infatti continua e la paura cresce; la terra tremare e il vicino vulcano Etna non smette di eruttare denso fumo nero che ha anche provocato una interruzione dei voli all’aeroporto di Catania, il quale ora torna lentamente alla normalità.

Il numero degli sfollatiti non è preciso dato che molti, seppur non abitando nella zona rossa, preferiscono non rientrare a casa per paura di nuove scosse. Tante persone hanno passato la notte in automobileproprio davanti a casa, nonostante il grande freddo. Forse infatti vogliono vegliare sulla propria abitazione sperando che non venga colpita da ulteriori scosse. Diverse persone, infine, hanno ugualmente dormito in casa, sfidando la sorte e gli avvertimenti della Protezione Civile.

Per ora, l’Etna sembra essersi calmato anche se durante la notte gli strumenti hanno registrato dieci piccole scosse, ma di entità minima con una magnitudo massima di 2,3. Intanto, l’attività dell’Etna non si ferma. Difatti, continua l’attività stromboliana dai crateri sommitali e l’emissione di cenere lavica creando una pioggia di polvere nera in tutta la zona. Le colate laviche continuano, ma per fortuna sono meno cariche rispetto a ieri.